Specola Vaticana

Scienza e fede: dal 9 al 12 maggio un convegno sui “buchi neri”

Celebrare la figura di monsignor George Lemaître, a cinquant’anni dalla sua morte, e la sua eredità scientifica: questo l’obiettivo della conferenza dal titolo “Buchi Neri, Onde Gravitazionali e Singolarità dello Spazio-Tempo” (Black Holes, Gravitational Waves and Space-Time Singularities), che si svolgerà dal 9 al 12 maggio presso la Specola Vaticana a Castel Gandolfo. Uno degli scopi della conferenza – si legge in un comunicato dei promotori dell’iniziativa, che viene presentata oggi in Sala Stampa vaticana – sarà di “incoraggiare una proficua interazione fra i partecipanti, provenienti sia dalla cosmologia teorica che osservativa, e di creare un ambiente adatto alla nascita di nuove idee e direzioni di ricerca nella cosmologia contemporanea”. “La recente rivelazione delle onde gravitazionali ha aperto una nuovo scenario nel nostro modo di vedere l’universo ed ha anche stimolato nuove speculazioni sulla vera natura delle singolarità dello Spazio-Tempo”, si ricorda nella nota. Le domande che il convegno intende sviluppare sono: “Quali sono i limiti della moderna cosmologia? Quali sono le sfide scientifiche che potranno essere esplorate nel futuro prossimo?”. La conferenza è stata organizzata anche con il contributo di Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica) e Infn. (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare). Lemaître, considerato il padre della teoria del “Big bang”, fu anche direttore dell’Accademia Pontificia dal 1960 al 1966, anno della sua morte. Egli fu un sacerdote fervente e appartenne alla Fraternità Sacerdotale degli Amici di Gesù, fondata dal cardinale Mercier, vescovo di Malines, che lo ordinò sacerdote e che in quegli anni cercò di promuovere un rinnovamento della spiritualità sacerdotale.