Fine vita
Il Consiglio centrale dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci) “memore che l’atteggiamento ostruzionistico a proposte di leggi su temi etici ha spesso portato il Parlamento a legiferare successivamente in senso addirittura peggiorativo”, ritiene “necessaria l’approvazione del Disegno di legge intitolato ‘Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico’”. Questa la posizione dell’Ugci espressa in un comunicato “approvato – si legge – dal Consiglio centrale dell’Ugci il 2 maggio, col voto favorevole di tutti i presenti”. Un’urgenza, spiegano i giuristi cattolici, “motivata da una latente lacerazione dell’opinione pubblica che richiede un’intelligente e faticosa opera di mediazione tra istanze individualistiche, sempre più rilevanti nella società attuale, e il decisivo apporto solidaristico-personalista che connota le radici della Carta costituzionale italiana”. Inoltre l’Ugci valuta “con favore” il testo approvato dalla Camera dei Deputati il 20 aprile scorso “là dove indica tre limiti alle dichiarazioni anticipate e in generale alla volontà del paziente: la non violazione di norme di diritto positivo; il rispetto della deontologia professionale; il rispetto delle buone pratiche cliniche”. Nel ritenere che “il metodo della mediazione dovrebbe coinvolgere anche i riferimenti alla nutrizione e l’idratazione” che, nel caso di somministrazione artificiale, “rientrano tra le cure dovute al paziente terminale, quando non risultino troppo gravose o di alcun beneficio”, l’associazione auspica che “il ruolo del medico e del personale sanitario non sia compresso in una gabbia troppo rigida specie ove le dichiarazioni anticipate del paziente non siano conformi alla sua effettiva condizione clinica”.
Infine, l’Ugci ritiene che “in generale”, l’attuale ddl “possa e debba essere migliorato in punti non irrilevanti, anche per evitare interventi creativi della giurisprudenza, nella consapevolezza che solo una mediazione alta può resistere alla tentazione, sempre dietro l’angolo, di richieste di modifica strumentali e poco lungimiranti”.