Vita

Salute: don Arice (Cei), “portare la gioia del Vangelo nella malattia, nella sofferenza e nella morte”

(Bologna) Viviamo un “tempo certamente carico di contraddizioni, ma anche pieno di occasioni per provare a portare la gioia del Vangelo, ‘Evangelii gaudium’, in quella condizione esistenziale così preziosa per il cammino dell’uomo che è la malattia, la sofferenza e la morte”. Lo ha affermato oggi pomeriggio don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, introducendo, a Bologna, il XIX Convegno nazionale dei direttori degli uffici diocesani e degli operatori di pastorale della salute. Don Arice ha sottolineato come questo appuntamento esprima “la volontà della Chiesa italiana di continuare con decisione l’indispensabile ministero di consolazione affidatogli dal Signore Gesù di annunciare il Vangelo, curare gli infermi e promuovere la cultura della vita e della salute”. A 25 anni dalla celebrazione della I Giornata mondiale del malato istituita da san Giovanni Paolo II – del quale, a inizio convegno, è stato proiettato un filmato di ricordo e omaggio – “memori del passato, vogliamo vivere il presente con passione e amare la storia in cui abitiamo dove tanti uomini e donne, operatori sanitari e pastorali, laici e consacrati vivono con passione il ministero della consolazione”, ha osservato don Arice, sottolineando che “è proprio ‘stare’ il verbo che descrive meglio la pastorale della salute, poiché essa è la presenza e l’azione della Chiesa per portare la luce e la grazia del Signore a coloro che soffrono e a quanti se ne prendono cura”.