Vita
(Bologna) “La comunità di prossimità è una delle scommesse sociali e sanitarie per i prossimi anni. Si tratta di una rete di relazioni che consente agli anziani soli di continuare a vivere a casa loro rimanendo integrati nella comunità in cui vivono”. Lo ha affermato oggi pomeriggio Silvio Brusaferro, docente di igiene generale ed applicata all’Università di Udine, intervenendo a Bologna al XIX Convegno nazionale dei direttori degli uffici diocesani e degli operatori di pastorale della salute. “Non si tratta solo di vicinanza fisica – ha aggiunto – ma anche di una prossimità garantita dalla moderna tecnologia, come smartphone o telecamere, che consente di verificare a distanza le condizioni e lo stato di salute degli anziani”. Un altro aspetto sottolineato da Brusaferro guardando al futuro della sanità è quello della “literacy del professionista e del paziente, con la capacità di personalizzare la comunicazione da parte del professionista affinché ci sia comprensione da parte del paziente”. Ricapitolando l’evoluzione della sanità in Italia negli ultimi 25 anni, Brusaferro ha parlato di come “l’introduzione dell’aziendalizzazione nel 1992 e poi nel 1999 la regionalizzazione del sistema sanitario nazionale” lo abbiano modificato, presentando tutto ciò che ne è conseguito da entrambe le scelte. “In Italia – ha proseguito – negli ultimi anni abbiamo ridotto la mortalità, ma c’è differenza tra Nord e Centro-Sud del Paese”. Per cui “c’è un problema di mortalità evitabile, cioè c’è gente che muore prima di ciò che è previsto se avesse i servizi adeguati”. “Dobbiamo colmare il gap”, ha evidenziato Brusaferro, secondo cui “l’invecchiamento della popolazione è un obiettivo ma anche una sfida per i sistemi sanitari, perché implica una gestione più difficile, per esempio, delle persone con più patologie e il relativo numero di farmaci assunti con un incremento del rischio di interazioni”. Brusaferro ha inoltre osservato come “ci sia un invecchiamento del personale medico che nei prossimi anni non sarà compensato da nuovi ingressi”.