Vita

Pastorale salute: sr. Smerilli (Auxilium), “in futuro potrà coordinare i volontari della cura”

(Bologna) “Immagino che il mondo della Pastorale della salute possa nei prossimi anni essere un contesto che coordini i ‘volontari della cura’ che si metteranno a disposizione affiancando le cure professionali”. È l’auspicio espresso oggi pomeriggio da suor Alessandra Smerilli, docente di Economia politica all’Università Auxilium di Roma, chiudendo il suo intervento al XIX Convegno nazionale dei direttori degli uffici diocesani e degli operatori di pastorale della salute in corso a Bologna. La proposta di suor Smerilli nasce da ciò che la filosofa canadese Jennifer Nedelsky ha recentemente detto a Roma in preparazione alla Settimana sociale dei cattolici di Cagliari. L’idea di Nedelsky è quella di “mettere insieme il lavoro e la cura, riducendo le ore lavorative a 30 settimanale a cui aggiungere 2 ore al giorno dedicate nella famiglia e nella comunità di riferimento alla cura intesa in senso ampio”. “In questo modo – ha commentato Smerilli – ci sarebbe lavoro per tutti e tutti ci si prenderebbe cura del mondo in cui viviamo”. La prima parte dell’intervento è stata dedicata all’“Economia nella sanità”. Suor Smerilli ha parlato di “buona gestione che è indispensabile per consentire una vita nel tempo delle opere, cioè di ospedali e cliniche”. “Possiamo ben gestire se abbiamo chiara la meta”, ha ammonito, rilevando che “la buona gestione non è fare in modo che i conti siano in equilibrio ma è un’idea di sviluppo”. “Oggi abbiamo bisogno di imparare a ben gestire, imparando anche a giocare di squadra” perché il “successo è fare in modo che cambiando le persone le opere possano continuare”. Un’altra parola è “sostenibilità” che dev’essere “innanzitutto economica, ma anche ambientale, relazionale e spirituale”. “Efficacia e efficienza sono un binomio indispensabile a sostegno della sostenibilità”, ha aggiunto, osservando che “quando non sprechiamo si liberano risorse da utilizzare per i più poveri e per chi ha più bisogno delle nostre cure”. Smerilli si è soffermata anche sulla necessità di “una diversa cultura dei tempi di lavoro” e “sull’incentivazione monetaria che in alcuni casi può creare problemi o, comunque, non aumentare il livello delle performances” perché genera “spiazzamento motivazionale”.