Pastorale

Salute: p. Folli (Vai Bologna), “siamo accanto al malato come presenza accogliente, promuovendolo a maestro”

(Bologna) – “Il nostro volontariato si accosta al malato cercando di entrare nella sua ottica: non tanto come uno da assistere ma colui di cui ci si mette in ascolto. Accanto a lui ci si pone come presenza accogliente promuovendolo a maestro”. Lo ha affermato oggi pomeriggio padre Geremia Folli, fondatore del Volontariato assistenza infermi (Vai) di Bologna, ai partecipanti al XIX Convegno nazionale dei direttori diocesani e degli operatori della pastorale della salute in svolgimento a Bologna. “Il Vai è chiaramente un impegno cristiano, che vuole proporsi con finalità e stile evangelico” ma “non si presenta come servizio religioso – ha spiegato padre Folli – piuttosto come uno spazio concreto a quel ‘Va’ e fa anche tu così’ nel quale ogni samaritano di sempre possa sentirsi accolto e quindi operare”. “È per il suo porsi discreto che il Vai ha permesso a tanti di ritrovarsi valorizzati e divenire doni preziosi per le proprie comunità”, ha aggiunto, rilevando che “coinvolgere e coinvolgersi rimane il profilo evangelico del Vai”. Il fondatore del Volontariato assistenza infermi ha raccontato anche “dell’elettrizzante incontro con Papa Giovanni Paolo II” già a fine 1979 e di come gli abbia testimoniato vicinanza e sostegno nel suo impegno alla cura degli infermi. Padre Folli ha concluso richiamando “anche per il Vai quanto soleva dire don Primo Mazzolari: ‘Voler essere, noi, un cammino di molti ma al passo dei più lenti’, degli ultimi”.