Società

Salute: mons. Zuppi (Bologna), “che tristezza vedere tanti luoghi di sofferenza che sprecano risorse e che lucrano sui malati”

(Bologna) – “Come il Samaritano, dobbiamo allearci con tanti alberghi e dobbiamo volerli funzionanti, efficienti ed eccellenti perché la malattia richiede eccellenza, non quello che posso ma quello che serve. Il meglio di quello che serve”. Lo ha affermato oggi pomeriggio l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, presiedendo nella cattedrale di san Pietro, la celebrazione eucaristica per il XIX Convegno nazionale dei direttori diocesani e degli operatori della Pastorale della salute. “Che tristezza vedere tanti luoghi di sofferenza che sprecano risorse e che lucrano sui malati”, ha ammonito mons. Zuppi nella sua omelia. “Che tristezza e che scandalo!”, ha aggiunto. L’arcivescovo ha inoltre rilevato che “quando siamo nella malattia tutto cambia: il tempo, i rapporti”. E verso chi è malato “spesso ci accontentiamo di fare qualcosa, ma la sofferenza chiede tutto non qualcosa”. “Quanta anestesia c’è purtroppo verso la sofferenza”, ha proseguito mons. Zuppi che ha invitato all’impegno: “Occorre esserci, aiutare, rimuovere le cause, dare risposte certe e tornare, come ha fatto il Samaritano”. “Aiutiamo gli altri a difendere – ha continuato – soprattutto i tanti che non si possono difendere. Diventiamo anche noi le mani che proteggono e questo significa anche intelligenza, visione, organizzazione nostra e da richiedere”. “Non ci possiamo abituare a certi luoghi di salute che sono una vergogna, non ci potremo mai abituare a certi pronto soccorsi dove si rimane tre giorni”, ha concluso.