Libro
“C’è ancora spazio per la cura dello sguardo?”. Con questa domanda ha esordito don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei, nella presentazione del libro “I germogli della buona notizia. Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo” presso la Università pontificia salesiana. Il volume – a cura di Vittorio Sammarco, Simonetta Blasi, Anthony Clifford Lobo e Maria Paola Piccini – è una raccolta di 12 saggi sulla comunicazione. “Un paio di mesi fa – ha spiegato don Maffeis – il Papa, incontrando i membri della comunità della Civiltà Cattolica, affidava loro il compito di conservare l’inquietudine della ricerca, senza la quale si rimane sterili, e di coltivare la capacità di immaginazione. Sono condizioni per affrontare la realtà, approfondite nel volume che offre un ricco itinerario, in cui si incrociano e si valorizzano tanti contributi di natura diversa. Penso, per esempio, alla ricerca condotta fra gli studenti sui sentimenti di fiducia e speranza. Penso a quanto il digitale ci abbia offerto delle potenzialità in più e aumentato il carico di lavoro. Il rischio di sbagliare è alto – ha osservato -. Questo tempo ci impegna a scrivere con una cura maggiore i dettagli, sulla falsa riga della conversazione in cui si impara a prestare attenzione al linguaggio del corpo, a calarsi nei panni degli altri e a raccontarsi con umiltà. Sullo sfondo c’è una mole di informazioni, create spesso per solleticare la sfera emotiva”. Don Maffeis ha quindi citato un passaggio del discorso che Benedetto XVI pronunciò a piazza di Spagna l’8 dicembre del 2009: “Nella città vivono o sopravvivono persone invisibili che ogni tanto balzano in prima pagina finché la notizia attira l’attenzione. È un meccanismo perverso. In ogni uomo c’è il desiderio profondo di essere accolto come persona e una realtà umana che merita rispetto”. “Ebbene – ha concluso -, otto anni dopo Papa Francesco ci dice che con i nostri occhiali possiamo arrivare a dare fiducia e speranza, raccontare una storia che parla di santi in tante edizioni e testimonia la vita di ogni uomo”.