Pastorale
(Bologna) – “Non è solo importante curare le necessità fisiche, bisogna farlo con quella delicatezza che manifesta la comprensione dell’importanza della persona davanti a noi”. Lo ha affermato questa mattina suor Elena, Missionaria della carità, intervenendo, a Bologna, al XIX Convegno nazionale dei direttori degli uffici diocesani e degli operatori di pastorale della salute. Suor Elena ha preso la parola dopo che in sala è stato proiettato un lungo filmato dedicato a santa Teresa di Calcutta nel quale è risuonata la voce della “matita di Dio” a difesa della vita e con l’invito all’impegno nei confronti di malati, poveri e sofferenti. “A questi – ha ricordato suor Elena – Madre Teresa diceva che bisogna avvicinarsi con attenzione, cura e amore”. “Come il buon Samaritano, Madre Teresa era molto attenta, era vigile, vedeva anche là dove nessuno aveva guardato, a volte neppure le sorelle”. Inoltre, ha aggiunto, “il modo che aveva Madre Teresa di provvedere alle necessità delle persone che incontrava era quello di pagare di persona o insegnando come rinunciare a qualcosa per poter risolvere i bisogni”. Suor Elena ha parlato anche di come Madre Teresa si faceva prossima alle situazioni, con “parole che erano semplici, ma l’energia che emanava era immensa”. “Madre Teresa ha invitato tante persone a collaborare al servizio dei fratelli – ha proseguito la suora – perché perfino chi è ammalato o impossibilitato a muoversi può collaborare con la sua opera, offrendo al Signore le sue sofferenze”. Per il “servizio immediato ed efficace ai più poveri tra i poveri, per tutto il tempo in cui non c’è alcun altro che li aiuti”, suor Elena ha chiesto la preghiera dei presenti, “perché – ha concluso – non roviniamo l’opera del Signore con la nostra disattenzione e debolezza”.