Finanza
“Dobbiamo uscire dalla trappola bancaria che ci siamo costruiti, per quello che ha prodotto: il debito. Come missionario ho sempre lottato contro l’indebitamento del sud del mondo. Dobbiamo aprire gli occhi e spezzare questo tremendo giro del debito”. Così padre Alez Zanotelli, missionario comboniano, nell’incontro a Bari “7? No, 7 miliardi!”. Il convegno, organizzato da Caritas, Migrantes, Amnesty International, Emergency, Banca Etica, Greenpeace e Cnca Puglia, si svolge in parallelo all’incontro del G7 finanziario, dall’11 al 13 maggio a Bari. “Il cambiamento deve per forza arrivare dalla base – ha osservato -. Ecco perché è importante incontrarsi e riflettere. Nessuno deve rimanere a casa. Quando mi chiedono ‘cos’è l’alternativa?’, nessuno lo sa, ma dobbiamo costruirla insieme confrontandoci, cercando di rovesciare questo schema che ci sta schiacciando”. Secondo Zanotelli, “l’incontro dei ministri delle finanze è molto più importante di quello dei capi di Stato perché sono loro che di fatto comandano. Bisogna capire gli aspetti della finanza, cosa ci sta dietro e cosa si può fare. Il tema centrale è cosa fare davanti a un sistema così potente. Perché purtroppo davanti alla persona si mette il profitto”.
“È incredibile vedere come ognuno lavori per sé. È fondamentale iniziare a creare davvero quello che Papa Francesco chiama movimenti popolari – ha aggiunto il comboniano -. Penso che la speranza ormai nasca dal basso, non solo dall’associazionismo ma soprattutto dalla capacità dei popoli di comprendere il meccanismo che li stritola per poi reagire. Servono grossi movimenti popolari per cambiare la storia”. Per padre Zanotelli, “dobbiamo uscire dalle individualità e coinvolgere la gente. Manca un vero spirito critico. Papa Francesco è un grande profeta”: se si accoglie il suo messaggio “c’è davvero speranza per tutti”.