Pellegrinaggio
“Abbiamo una Madre. Aggrappati a lei come dei figli, viviamo della speranza che poggia su Gesù”. È l’invito del Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi all’aperto, sulla spianata antistante al Santuario di Fatima. “Quando Gesù è salito al cielo, ha portato accanto al Padre celeste l’umanità – la nostra umanità – che aveva assunto nel grembo della Vergine Madre, e mai più la lascerà”, ha spiegato Francesco: “Come un’ancora, fissiamo la nostra speranza in quella umanità collocata nel cielo alla destra del Padre. Questa speranza sia la leva della vita di tutti noi! Una speranza che ci sostiene sempre, fino all’ultimo respiro”, l’esortazione. “Forti di questa speranza – ha proseguito Francesco – ci siamo radunati qui per ringraziare delle innumerevoli benedizioni che il cielo ha concesso lungo questi cento anni, passati sotto quel manto di luce che la Madonna, a partire da questo Portogallo ricco di speranza, ha esteso sopra i quattro angoli della terra”. “Come esempi, abbiamo davanti agli occhi san Francesco Marto e santa Giacinta, che la Vergine Maria ha introdotto nel mare immenso della luce di Dio portandoli ad adorarlo”, ha detto il Papa citando per la prima volta, nell’omelia, i due pastorelli che oggi vengono annoverati nell’albo dei santi, primi due Santi bambini non martiri della storia della Chiesa. “Da ciò veniva loro la forza per superare le contrarietà e le sofferenze”, ha spiegato Francesco: “La presenza divina divenne costante nella loro vita, come chiaramente si manifesta nell’insistente preghiera per i peccatori e nel desiderio permanente di restare presso ‘Gesù Nascosto’ nel Tabernacolo”.