Convegno Scienza & Vita
Per il medico e per il paziente oncologico “la sfida da vincere insieme”, che “fa bene a entrambi”, è “la condivisione nella verità”. Evitando “risposte scontate” ma allo stesso tempo “offrendo speranza” e guardandosi dal rischio, per il medico, dell’indifferenza “come scudo”; per il paziente, di “sfiducia e senso di abbandono”. Lo ha detto oggi Emanuele Rinninella, medico internista (Policlinico A. Gemelli, Università Cattolica Sacro Cuore, Roma), parlando alla tavola rotonda promossa nell’ambito del XV convegno nazionale e del XVII incontro delle associazioni locali di Scienza & Vita, sul tema “Rosso come l’amore. Accanto alla persona malata tra scienza, dedizione e normalità” che si concludono oggi a Roma. Descrivendo il proprio impegno nello sviluppo di progetti di collaborazione multidisciplinare con i reparti di chirurgia (protocolli Eras) che hanno come obiettivo la preparazione del paziente all’intervento e la rapida ripresa di alimentazione e mobilità, Rinninella si è soffermato sugli ambiti assistenziale, della ricerca, umano. Quest’ultimo, ha spiegato, comporta la presa in carico del paziente oncologico a vari stadi di malattia: “ambito molto delicato poiché coinvolge paziente e famiglia e mette a nudo fragilità e bisogni fisici, umani e spirituali, a cui spesso è necessario dare una risposta”. Domande che “spesso interrogano profondamente anche il medico”.