Crisi economica

Grecia: mons. Rossolatos (Atene), “l’Ue ci tratti non come numeri ma come persone”

“Abbiamo bisogno che l’Unione europea ci tratti non come numeri ma come persone”. È il monito lanciato oggi da monsignor Sebastianos Rossolatos, arcivescovo di Atene e presidente dei vescovi cattolici greci, in un’intervista al Sir sulla situazione della Grecia attraversata dalla crisi. “L’Ue dovrebbe essere un’unione di persone e di popoli e non solo economica e finanziaria. La Grecia è schiacciata in questo momento”, denuncia Sebastianos. “Scontiamo scelte politiche sbagliate compiute dai governi greci. La crisi economica non è caduta da cielo, è indubbio”, osserva l’arcivescovo, aggiungendo che “molti si sono tolti la vita per la disperazione. Questo ci fa soffrire”. “Da tre anni a questa parte la situazione è peggiorata”, racconta mons. Rossolatos, spiegando che “diminuiscono gli stipendi, le pensioni e gli aiuti statali, aumentano la disoccupazione, le imposte e la povertà”. “Tantissime persone non riescono a far fronte agli affitti di case e negozi, alle rate del mutuo, quindi cercano nuove sistemazioni nella speranza di andare avanti. I proprietari – aggiunge – pur non riscuotendo affitti, devono pagare lo stesso le tasse che incidono sui redditi per il 50%”. “Dobbiamo pagare sempre, aumentano tasse e disoccupazione”, accusa mons. Rossolatos, rilevando che “mezzo milione di giovani universitari e specializzati sono già emigrati all’estero. Come possiamo ricostruire il nostro Paese se i migliori vanno via?”.