Cultura
“Un’occasione di dialogo tra cristiani ed ebrei, sottolineando la portata del valore artistico e storico della mostra e ribadendo la nostra volontà ad approfondire la conoscenza dell’ebraismo, consapevoli del fatto che più conosciamo la nostra storia, più conosciamo noi stessi e il nostro presente”. Così don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio Cei per l’ecumenismo e il dialogo, spiega al Sir il significato della visita che la Segreteria generale della Conferenza episcopale italiana farà questa mattina alla mostra “La Menorà: culto, storia e mito”. La mostra è stata aperta al pubblico il 15 maggio in contemporanea nelle due prestigiose sedi del Braccio di Carlo Magno in Vaticano e del Museo ebraico di Roma. Si tratta di un’esposizione su un simbolo decisamente molto importante dell’ebraismo, la Menorà, il candelabro a sette braccia. La mostra è stata realizzata in cooperazione, per la prima volta, dallo Stato Vaticano e dalla Comunità ebraica di Roma. A visitarla questa mattina ci saranno mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, alcuni direttori degli Uffici Cei, alcuni assistenti nazionali di Azione Cattolica e alcuni professori del Centro per gli studi giudaici “Cardinal Bea” della Università Gregoriana di Roma. La visita sarà guidata da esponenti del mondo ebraico romano tra cui Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma, e Rav. Amedeo Spagnoletto, uno dei rabbini di Roma.
“Non siamo ancora riusciti ad estirpare il male dell’antisemitismo dal cuore delle nostre società. Occorre allora tenere alta la guardia, non stancarsi mai di condannare ogni forma di antisemitismo e favorire l’amicizia, la conoscenza. Cosa che questa mostra intende proprio fare”, sottolinea don Bettega.