Cultura
“Una mostra unica, per il dialogo che offre, per il percorso storico che propone, per lo spessore che mette in evidenza, per i reperti unici che raccoglie ed espone”. Così Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), spiega al Sir le ragioni per visitare (fino al 23 luglio e con biglietto unico) la mostra “La Menorà: culto, storia e mito” che si evolve lungo il Braccio di Carlo Magno in Vaticano e al Museo ebraico di Roma. La mostra sulla Menorà, il candelabro a sette braccia, simbolo per eccellenza della fede ebraica, offre – dice Di Segni – “un’occasione di dialogo per incrociare i nostri percorsi. Un incontro che nasce da un simbolo identitario così forte come la Menorà che però essendo stato poi ripreso in altri contesti, si è evoluto in altre culture pur mantenendo la sua identità. Mi sembra questo un po’ un simbolo di quello che caratterizza oggi la nostra società chiamata a vivere nel confronto, nella convivenza e nel dialogo, e a saper raccogliere elementi dall’altro ma mantenendoli come propri e identitari. In una parola, saper stare insieme e mantenere ciascuno la propria identità in un confronto che è un percorso che si fa insieme”.