Politica
Il secondo punto sul quale si sarebbe trovato un accordo fra i tre ministri degli Interni di Germania, Francia e Italia riuniti ieri a Parigi riguarda i ricollocamenti. Il ministro Minniti ha ribadito che il piano dei ricollocamenti di migranti da Italia e Grecia deve riprendere e svolgersi regolarmente. Erano previsti trasferimenti verso l’interno dell’Ue di 160mila profughi entro fine settembre 2017, ne sono partiti 14mila dalla Grecia e poco più di seimila dall’Italia. Roma e Atene sostengono che è essenziale alleggerire il peso dei Paesi di prima accoglienza, chiamando in causa solidalmente gli altri 26 Stati (c’è chi fa la propria parte, come Germania, Stati scandinavi, in parte Paesi Bassi, persino Norvegia, ma c’è chi ha eretto muri, come i Paesi dell’est). Terzo elemento: l’Italia sottolinea che è necessario rafforzare la guardia costiera libica per un controllo “alla fonte” dei migranti e per il contrasto alla tratta: il governo ritiene che occorrano subito mezzi e 300 milioni di euro, oltre a un accordo politico di fondo con la Libia. Da Parigi, Minniti è ripartito soddisfatto. Il dibattito da oggi si sposta a Strasburgo, con la plenaria del Parlamento Ue e la contestuale presenza di Commissione e Consiglio. Poi, giovedì e venerdì, appuntamento a Tallin.