Accoglienza

Lampedusa: quattro anni fa la visita del Papa; don Zambito (parroco), “fu un atto di creatività, un gesto di semplicità estrema”

“La visita di Papa Francesco – venuto dal confine del mondo ai confini d’Europa e d’Africa l’8 luglio 2013 a Lampedusa – continua a qualificarsi come un atto di creatività. Non ci si attendeva che un inizio di Pontificato fosse così fuori da ogni statica e rassicurante consuetudine. Un gesto di semplicità estrema per un ministro di Dio”. Così don Mimmo Zambito, parroco di Lampedusa dal 2013 al 2016, sulla visita di Papa Francesco sull’isola. Don Zambito ricorda che “il Papa sul Molo Favarolo, unico approdo di un’isola di appena 20 chilometri quadrati stringe la mano ed incrocia lo sguardo di giovani migranti. Celebra messa e pone quattro domande: due dalla Scrittura, una dalla letteratura, l’ultima dettata dal cuore e dalla comune umanità : chi ha pianto?”. L’ex parroco parla poi di gesti creativi: come quello che “pone l’Italia salvando donne, bambini e uomini a pericolo di naufragio” o quello che “fa la comunicazione quando presenta i migranti non come straccioni ma, come noi, camminanti nel viaggio della vita”. “Un gesto invece insulso e banale, distruttivo e mortale – prosegue – è quello che l’Europa continua a fare. Dopo aver tirato su muri, ora vuol chiudere i porti”. Per Zambito, “un gesto creativo sta all’origine dell’Europa” concepita come “terra di pace e il suo futuro strettamente legato all’Africa”. “Gesti creativi singoli ed associati, famiglie e volontari, cittadini europei e di tutto il mondo stanno ponendo non solo accogliendo ma integrando in nuove forme sociali”. Ma “l’Europa non si è ancora fatta secondo il gesto creativo di Schumann”. “Ed ancora – osserva il sacerdote – non si è fatto l’uomo nuovo, secondo Papa Francesco a Lampedusa”. Ma, conclude, “umanità ed Europa nuova possono ancora ricrearsi”.