Accoglienza

Lampedusa: quattro anni fa la visita del Papa; don La Magra (parroco), “ha segnato la vita dei lampedusani e non solo”

“L’8 luglio 2013 è tra le giornate che maggiormente hanno segnato la vita dei lampedusani e non solo”. Dopo le parole di Papa Francesco sull’isola, “tanti si sono chiesti cosa fosse possibile fare perché alcune cose non accadano mai più, tanti continuano a chiederselo e, ancora spinti da quel messaggio, cercano di rimboccarsi le maniche per dare dignità e accoglienza a uomini, donne e bambini”. Così don Carmelo La Magra, dal 2016 parroco di Lampedusa, ricorda la visita di Papa Francesco sull’isola. Un paio di mesi fa don La Magra ha consegnato al Papa un testo con il Nuovo Testamento e i Salmi in lingua inglese ritrovato su uno dei barconi giunti a Lampedusa e ha raccolto le lacrime del Papa che baciando il testo e, ricordando quel viaggio, ha di nuovo pianto. Dopo la visita di quattro anni fa, riconosce il parroco, “numerose realtà ecclesiali e non hanno avviato processi di conoscenza e solidarietà che, partendo dalla nostra isola, li hanno poi visti impegnati nelle città e luoghi di origine; per molti è stato l’inizio di un modo nuovo di vedere la realtà e di incontrare l’altro”. “La stessa comunità ecclesiale che vive sull’isola non può che fare suo l’invito alla prossimità che viene dalla visita del Papa, sforzandosi di essere prima che ‘Chiesa per’ gli altri ‘Chiesa con’, nella logica dell’incarnazione”. Alla domanda di Francesco: “Chi ha pianto?”, per don La Magra continua ad esserci una solo risposta: “Ha pianto il Papa e tutti gli uomini e le donne che, insieme con lui, si sono sforzati di vedere negli eventi presenti il passaggio dell’umanità più che la minaccia dei confini; ha pianto la comunità di Lampedusa, fatta di gente normale, non di eroi; hanno pianto tutti gli uomini e le donne di buona volontà che, per mestiere o missione, solcano il mare cercando di salvare vite. Certamente non piangono ancora i potenti della terra che, mentre il mare si sporca di sangue, continuano proprio in questi giorni, a giocare a Risiko sulle loro scrivanie”.