Cultura
“L’ingresso dell’obitorio civico di Milano intimorisce un po’: palazzone d’epoca, soffitti altissimi, scalinate importanti. La sensazione, che è solo una sensazione ma a te sembra vero, è sentire uno strano odore dolciastro. Cristina Cattaneo ha due profondi occhi celesti, un ciuffetto sbarazzino e un sorriso che ti mette a tuo agio. Non assomiglia per niente alle eroine celebrate dalle serie televisive sul modello Csi. Eppure in qualità di direttrice del Labanof, il Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Milano, ha seguito tutti i delitti più efferati degli ultimi anni, da quelli delle ‘bestie di satana’, a Elisa Claps fino a Yara Gambirasio. Cristina Cattaneo sta collaborando all’identificazione delle vittime del barcone affondato il 18 aprile 2015 con oltre 700 persone a bordo. Da questo lavoro è nato anche un libro ‘I diritti annegati’ scritto in collaborazione con la giurista Marilisa D’amico”. È l’“attacco” dell’ampio servizio di Ettore Sutti che appare su Scarp de’ tenis di luglio, con un’intervista con l’antropologa forense e direttrice del Labanof di Milano, che si occupa appunto del riconoscimento delle vittime morte nel Mediterraneo. “I medici legali sanno leggere i segni sul corpo delle persone e sulla base di questi raccontare delle storie”, scrive Sutti. “Morti violente e omicidi ma anche violenze sessuali, abusi su minori, torture”.
Come si fa – chiede il giornalista alla Cattaneo – a restare equilibrati di fronte a tragedie come queste? L’antropologa forense afferma: “Se per equilibrio si intende calma e distacco io non ci tengo proprio ad essere equilibrata perché è proprio il disequilibrio, fatto di sdegno, rabbia e passione, che ti fa agire e dire che tutto ciò che fai val davvero la pena portarlo a termine. E quindi affronti con la massima professionalità casi difficili come bambini maltrattati, violenze sessuali, percosse, omicidi violenti. E ti butti a capofitto anche in cause che sono molto difficili da far comprendere. Come aiutare a identificare i morti chiusi in un barcone in fondo al mare. Devi far capire che lo fai soprattutto per i vivi alla stregua di quando lo fai per le vittime di un aereo che è precipitato. La passione ti aiuta a superare momenti difficili. Meglio non restare troppo equilibrati, sennò perdi la spinta…”. Cosa sogna un medico legale? “Mi piacerebbe un mondo accademico e sociale in cui la medicina valuti la violenza come una malattia, riconoscendo dunque il ruolo del medico legale nel curare e accudire la vittima. Sarebbe bello poi avere un medico legale in ogni pronto soccorso come accade, ad esempio, in Francia. Così sarebbe più semplice comprendere se i segni che presentano un bambino o una donna se li siano fatti cadendo dalle scale oppure no”.