Lutto

+++ Crollo Torre Annunziata: il parroco, dopo la tragedia “riconciliarsi, sperare e impegnarsi” +++

“L’immagine che ho davanti ai miei occhi sono quei due bambini insieme con i loro genitori, nel giorno della Prima Comunione”. Questo ricordo vuole offrire al Sir don Ciro Cozzolino, il parroco della SS. Trinità, sul cui territorio insisteva la palazzina crollata a Torre Annunziata, ieri mattina, poco dopo le 6. Ormai sono stati recuperati i corpi delle otto vittime, di cui due bambini, Francesca e Salvatore Guida. “Frequentavano la parrocchia, erano assidui”, aggiunge il sacerdote. “Domani – ci anticipa – inviterò i parrocchiani a compiere tre azioni: riconciliarsi, sperare e impegnarsi”. Innanzitutto, spiega don Ciro, “situazioni come queste fanno emergere fratture, tensioni all’interno della comunità. Io come pastore sono molto attento a questi aspetti che non hanno rilevanza mediatica, ma che sono importanti per la comunità”. Il secondo invito è a sperare: “In momenti di dolore come questi c’è la tentazione di gettare la spugna, di pensare il Signore ci ha abbandonati; invece, è l’ora di fare qualcosa perché tragedie del genere non avvengano più”. Proprio qui si lega l’ultima richiesta del parroco: “Impegniamoci perché le morti di questi nostri fratelli non siano state vane. Purtroppo, il nostro patrimonio immobiliare è fatiscente. Insieme, istituzioni e cittadini, dobbiamo impegnarci per mettere in sicurezza le nostre case”.
“Questo – fa notare don Cozzolino – è il tempo di camminare insieme perché ognuno ha bisogno dell’altro”. Il parroco non sa quando esattamente si terranno i funerali, perché al momento le salme sono a disposizione dei magistrati. “Il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli – ricorda il sacerdote -, dal primo momento ci sta facendo sentire la sua vicinanza. Mi ha telefonato personalmente, chiedendomi di essere costantemente informato, e ha fatto giungere alle famiglie delle vittime la sua vicinanza e la sua preghiera”. Per don Ciro, ora, questa è la cosa più importante: “Stare accanto ai familiari è la mia priorità”.