Aiuti e cooperazione

Solidarietà: Chiese europee tendono la mano all’Africa. Iniziative in Svizzera, Irlanda, Svezia e Paesi Bassi

Sono 26,5 milioni le persone che nell’Africa dell’est soffrono per la mancanza di cibo e acqua legate alla siccità endemica in Etiopia, Kenya, Congo, Somalia, Sudan, Nigeria, Uganda. Diverse sono le Chiese in Europa che si stanno mobilitando per aiutare queste popolazioni. Dalla Caritas svizzera è stato diramato un appello: fino ad ora in Africa orientale sono stati spesi 2 milioni di franchi a beneficio di oltre 100mila persone, ma è necessario “aumentare l’aiuto nei prossimi mesi” per distribuire acqua e cibo, perché “anche i raccolti autunnali sono stati annullati dalla siccità”. I vescovi in Irlanda hanno indetto una colletta straordinaria il 22-23 luglio: i fondi raccolti andranno a Trócaire, l’agenzia cattolica di aiuto allo sviluppo. “A livello globale, questa crisi ha ricevuto poca attenzione. Le richieste di aiuto sono sottofinanziate: l’Onu ha ricevuto solo il 37% dei fondi necessari per rispondere alla crisi in Somalia. Il mondo è distratto dalle azioni di una manciata di potenti politici, mentre in Africa orientale milioni soffrono in silenzio”, ha denunciato il vescovo di Cloyne e presidente di Trócaire, mons. William Crean. Anche la Chiesa di Svezia, da alcune settimane ha in corso una campagna di sensibilizzazione per “la peggiore crisi umanitaria dal 1945”; l’obiettivo è “garantire l’accesso a cibo e acqua” a più persone possibile. Quattordici Ong olandesi, tra cui Cordaid, hanno lanciato l’ennesimo appello per il Sud Sudan e i suoi 3,9 milioni di profughi.