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Abusi Ratisbona: Scaraffia (L’Osservatore Romano), “atti ignobili” ma “colpisce il livello di manipolazione mediatica del caso”

“Nessuno dubita che si tratta di atti ignobili e vergognosi, che dovevano essere puniti e soprattutto prevenuti, ma colpisce il livello di manipolazione mediatica del caso, e soprattutto la percezione diversa che l’opinione pubblica ha di episodi simili: da una parte tolleranza verso la vita militare e gli eccessi di un nonnismo che degenera in violenza, dall’altra estrema severità verso l’istituzione ecclesiastica”. Su L’Osservatore Romano questa sera in edicola (con la data di domani) Lucetta Scaraffia commenta il diverso “trattamento” riservato dai media alla tristissima vicenda dei maltrattamenti e delle violenze sessuali subiti da 547 piccoli cantori del coro della cattedrale di Ratisbona tra il 1945 ed il 1992, e agli stupri subiti all’inizio degli anni ’80 da un uomo in una caserma romana. Notizia, quest’ultima, riportata da un quotidiano nazionale alla quale, sottolinea Scaraffia, “non ha fatto seguito alcuna indignazione collettiva, nessuna richiesta di denuncia degli stupratori né di reprimenda all’esercito con conseguente apertura di indagine sul caso, notoriamente non isolato”.  Ampio spazio e titoloni, invece, per la vicenda di Ratisbona, senza precisare che non era uno scoop, ma il risultato di una rigorosa indagine voluta dal vescovo della diocesi, “quindi dalla Chiesa stessa, decisa ad andare a fondo di voci e denunce su questo scandalo”. Per Scaraffia, del resto, “l’abitudine a indicare la Chiesa cattolica come fonte di tutti i mali fa ormai parte dell’esperienza quotidiana e prepara l’opinione pubblica a considerare questo normale”. Certo, “la Chiesa è un’istituzione speciale, e a essa viene giustamente richiesta un’esemplarità assoluta, ma questo ricorso costante a due pesi e due misure nel giudicare i suoi comportamenti e nell’attribuire responsabilità non giova a nessuno. Non giova – conclude Scaraffia – alla chiarezza delle questioni, e non giova soprattutto quando si tenta di eliminare ingiustizie, di punire i colpevoli di violenze, di impedire che queste si ripetano”.