Politica
“Il presidente del PiS, Jaroslaw Kaczynski, con la sua riforma organica dello Stato, assoggettando il potere giudiziario all’esecutivo ha violato il principio democratico della divisione dei poteri. A quanto pare quel principio è molto importante per un gran numero di polacchi. In questi giorni alle proteste prendono parte anche molti giovani e persone che non sono affatto sostenitori dell’opposizione”. Zbigniew Nosowski, direttore della rivista “Wiez” d’ispirazione cristiana e copresidente della Consiglio dei cristiani ed ebrei polacchi, commenta, intervistato dal Sir, gli ultimi sviluppi della politica polacca. Oggi il presidente Duda ha posto il veto sulle riforme volute dal governo conservatore e le proteste continuano a difesa della stato di diritto. Qual è l’aspetto più problematico della riforma del sistema giudiziario voluta dal PiS? “L’aspetto peggiore – afferma l’intellettuale cattolico – mi sembra il fatto che il Parlamento possa procedere con la sola maggioranza semplice ad eleggere i membri del Consiglio nazionale della magistratura, che è un organo definito dalla Costituzione polacca. Questo ha evidenziato il desiderio di Kaczynski di assumere un totale controllo della magistratura e del Paese. Se n’è accorto perfino il presidente Andrzej Duda…”.
“Il partito di governo fin dalla sua vittoria elettorale adopera una fraseologia che noi in Polonia chiamiamo nazional-cattolica. Kaczynski – aggiunge Nosowski – ha deciso di utilizzare proprio quel linguaggio avendo intuito le sue potenzialità in considerazione degli atteggiamenti tradizionalisti di gran parte della società polacca. Ha capito che se vuole ottenere il potere in Polonia deve adoperare proprio quel linguaggio. In qualche maniera è il contrario del famoso detto ‘Parigi val bene una messa’”.