Sessione estiva
È stato “La preghiera e la mensa” il tema che ha caratterizzato la quarta giornata della 54ª Sessione di formazione ecumenica del Segretariato attività ecumeniche (Sae) in svolgimento fino a domenica alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli (Assisi). Ieri, ad aprire la giornata è stata la meditazione del pastore valdese Ermanno Genre. È seguita la tavola rotonda a cui hanno partecipato il teologo Andrea Grillo, docente presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma, l’arciprete ortodosso Traian Valdman e il presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, pastore Luca Maria Negro. Quest’ultimo, citando il manuale di Ermanno Genre “Il culto cristiano. Una prospettiva protestante”, ha definito la liturgia situata “al crocevia tra tradizione e innovazione” e perciò chiamata a evitare la fossilizzazione della tradizione e un effetto scompiglio dell’innovazione. Riprendendo un’affermazione di Paolo Ricca, il pastore ha evidenziato che la coralità – pluralità di voci, di linguaggi, di strumenti – è la principale caratteristica del culto cristiano. Nel procedere della discussione è emerso che liturgia è un termine eminentemente ecumenico, non solo perché oggetto di sperimentazioni nelle grandi convocazioni ecumeniche del Consiglio mondiale delle Chiese, alle quali molte celebrazioni attingono, ma perché presenta problemi comuni alle diverse tradizioni. Per Grillo, dopo la riforma liturgica attuata dal Concilio Vaticano II, dovrebbe essere ormai chiaro che la liturgia non è una questione di chierici che hanno di fronte dei “clienti”. La responsabilità è di tutti, anche a diversi livelli di ministero. Il lavoro di traduzione “della forma, della materia, del ministro – secondo il teologo – partono da differenze nella comunione che diventano articolazioni della comunione, nuova ricchezza per le diverse tradizioni”. Valdman ha osservato che “la teologia della deificazione e il vivere la liturgia sulla terra come fossimo nel cielo ha dato origine a una ‘esplosione’ della celebrazione che ha portato a riservare il canto a pochi cantori specializzati e ad allontanare la popolazione”. “Oggi – ha concluso – ci rendiamo conto che i modi non corrispondono alla vita attuale ma il tema non ha trovato unanimità nella preparazione del Sinodo pan-ortodosso per cui non è stato inserito nell’ordine del giorno a Creta”. La giornata si è conclusa con il culto di Santa Cena, ospitato dalla Pro Civitate Christiana e presieduto dal pastore metodista Antonio Squitieri che ha sottolineato come l’“Erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli, nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere” (At 2,42) è “un modello essenziale per la nostra relazione ecumenica di cristiani”. Le offerte raccolte nella colletta saranno devoluti a favore di un’associazione umbra di genitori di giovani disabili la cui sede e attrezzature sono state danneggiate nel terremoto del Centro Italia.