Ricorrenza
“Dobbiamo essere in grado – e chi stiamo ricordando ce ne ha dato un esempio – di servire la verità e sostenere la dignità di ogni vita”. Lo ha affermato questa mattina il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, presiedendo nella chiesa Beata Maria Vergine dell’Immacolata la messa di suffragio per Beppe Montana, il commissario della Polizia di Stato ucciso in un agguato mafioso il 28 luglio del 1985. A volere rendere omaggio al commissario Montana è stata la Questura di Agrigento. “Non accontentiamoci di essere cristiani – ha ammonito nell’omelia l’arcivescovo – il nostro impegno è di essere cristiani doc”. “È diverso il gioiello da bigiotteria, anche se mi rende bello, da quello comprato dall’orefice”, ha aggiunto Montenegro, che ha invitato a lasciar “contagiare le nostre vite e le nostre scelte da ciò che è buono e vero, da ciò che vale, anche se questo costa”. Secondo Montenegro, “essere credenti, stare dalla parte di Dio significa dire di no alla violenza e alla prepotenza”. Si tratta, ha osservato, di “essere disposti ad essere miti – ce lo chiedono le Beatitudini – in un mondo che sembra fatto di squali”. L’arcivescovo ha sottolineato l’importanza di “riuscire a sconcertare gli altri con gesti di gratuità, di servizio”. Rivolgendosi ai poliziotti presenti, Montenegro ha richiamato l’importanza di “essere capaci di cercare la giustizia ad ogni costo: non perché portate la divisa, ma come uomini dobbiamo desiderare questo e dobbiamo rischiare per questo”. “Sia il bene degli altri a guidarci”, ha proseguito. “Abbiamo bisogno di togliere reticolati intorno a noi: ce ne sono tanti e hanno ripreso a costruire muri”. Il cardinale ha poi ricordato la figura del giudice Rosario Livatino che “in tribunale aveva il Codice in una mano e il Vangelo nell’altra. Anche in un luogo che dovrebbe essere garantito dal Codice – ha notato – il Vangelo può trovare posto”. “Chiediamo al Signore – ha concluso – di portare dentro e con noi il Vangelo per arricchire il nostro servizio che illumina e cambia il cuore”.