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Sud: Svimez, continua a crescere ma la ripresa è troppo lenta, servono nuovi investimenti

Nel 2016, com’era già avvenuto nell’anno precedente, il Pil delle Regioni meridionali è tornato in crescita e a un tasso superiore a quello delle Regioni del centro-settentrionali: + 1% contro 0,8%. Nelle previsioni la crescita continuerà quest’anno (+1,1%) e anche nel 2018, ma con un ritmo più lento (+0,9%) e sarà inferiore a quella del Centro-Nord (+1,4% e +1,2%). Segnali positivi, dunque, ma in assenza di interventi capaci di imprimere un’accelerazione al processo in corso, anche sul piano degli investimenti pubblici (scesi nel 2016 al minimo storico) il Mezzogiorno recupererà i livelli pre-crisi nel 2028, dieci anni dopo il Centro-Nord. È questa l’analisi dello Svimez, che oggi ha fornito alcune anticipazioni del tradizionale rapporto annuale.
È importante, sottolinea lo Svimez, che nella ripresa del Sud abbia giocato un ruolo importante il settore manifatturiero, che nel biennio 2015-2016 è cresciuto cumulativamente di oltre il 7%. Il che dimostra che la crisi non ha minato la capacità produttiva delle Regioni meridionali. Significativa anche la ripresa dei consumi e degli investimenti privati: questi ultimi sono aumentati del 2,9% nel 2016, riuscendo a più che compensare il calo degli investimenti pubblici. Una dinamica per nulla scontata, nel Mezzogiorno.
Bisogna poi distinguere tra Regione e Regione, perché le situazioni sono molto differenziate. Addirittura clamoroso l’exploit della Campania, che nel 2016 è la Regione italiana con la crescita maggiore del Pil: +2,4%. La Basilicata rallenta ma continua a tirare e con il suo +2,1 si colloca tra le prime Regioni a livello nazionale. Anche il Molise conserva un buon ritmo (+1,6%), mentre frena la Puglia rispetto al 2015 (+0,7%). La Calabria cresce dello 0,9%, la Sicilia appena dello 0,3%. La Sardegna rialza la testa con un +0,6%, dopo due anni in negativo, mentre l’Abruzzo registra un -0,2%.