Scenari internazionali
Nella lunga intervista che appare su “Il Regno”, il cardinale Pietro Parolin riflette sui numerosi conflitti che turbano la pace nel mondo e offre una analisi del fenomeno migratorio. Parla di Stati Uniti, Cina, Venezuela e di altre urgenze di caratura internazionale. Non le pare, chiede l’intervistatore, Gianfranco Brunelli, che i funerali di Kohl possano essere considerati i primi funerali europei di un leader europeo? “Kohl ha avuto il merito storico di credere all’ideale europeo come ideale politico concreto. La caduta del Muro di Berlino e la riunificazione tedesca non sono stati per lui una questione interna alla Germania e alla sua tragica storia, ma il segno dello sviluppo dell’Europa dentro la quale un grande paese come la Germania poteva operare legittimamente e proficuamente. Non un’Europa germanizzata, ma una Germania europeizzata”. Più oltre segnala il “rischio che ci si fermi all’utilizzo dell’Europa in chiave nazionale. È come se molti dicessero: dopo l’esempio della Brexit è meglio stare dentro la casa comune europea, magari ognuno per proprio conto. Il nazionalismo (anche quello di ritorno, come già quello sorgivo) ha le proprie radici nella crisi culturale e religiosa dell’Europa e finisce per svuotare l’Europa dei suoi valori e delle sue ragioni. L’Europa ha una responsabilità insostituibile. E quando si mostra indifferente, come nel caso dell’immigrazione, rinuncia al bene possibile”.