Lutto

Dionigi Tettamanzi: Comunità Sant’Egidio Milano, “grazie per la testimonianza, a volte scomoda e attaccata con polemiche”

Il card. Tettamanzi incontra una donna rom durante la visita alla Comunità di Sant'Egidio di Milano (Chiesa di San Bernardino alle Monache)

La Comunità di Sant’Egidio di Milano “ricorda con grande affetto il card. Dionigi Tettamanzi, pastore sensibile ‘con l’odore delle pecore’ che si è preso paternamente cura di una città complessa, perseguendo con fermezza e decisione evangelica la giustizia e l’uguaglianza sociale”. È quanto si legge in una nota nella quale la Comunità di Sant’Egidio di Milano “nell’accompagnarlo con la preghiera”, ringrazia il card. Tettamanzi “per la sua testimonianza, a volte scomoda e attaccata con polemiche, che sempre partiva dal Vangelo: dall’invito ai parroci a visitare le case dei musulmani a quello di accogliere i profughi, ospitati anche negli ultimi mesi nell’abitazione di Triuggio in cui si è spento”. “Una sua frase – prosegue la nota – pronunciata il 19 novembre 2009 nel giorno dello sgombero della baraccopoli di via Rubattino, è di grande attualità per leggere le sfide di Milano di questi giorni: ‘La miseria non sia zittita, ma piuttosto ascoltata per essere superata’”. “Proprio la difesa dei rom baraccati – continua – fu una delle occasioni in cui la Comunità trovò ispirazione e appoggio nella predicazione del card. Tettamanzi: dalla denuncia per la ‘violazione dei diritti umani’ dopo lo sgombero di via Bovisasca nel 2008 all’incoraggiamento alla ‘mobilitazione e all’aiuto concreto’ dei cittadini del quartiere Rubattino dopo la distruzione della baraccopoli nel 2009, dall’invito alla scolarizzazione dei bambini alla visita al campo di via Triboniano alla vigilia del Natale 2010”.