Diritti umani

Burundi: Acat Italia (rete cattolici contro tortura) chiede liberazione proprio attivista Germain Rukuki

Anche Acat Italia, la rete dei cattolici contro la tortura, si unisce all’appello lanciato da Fiacat e Acat Burundi per la liberazione di Germain Rukuki, ex responsabile finanziario di Acat Burundi arrestato arbitrariamente da elementi del National intelligence service lo scorso 13 luglio. Dopo un periodo detentivo durato 14 giorni, durante i quali Rukuki non ha avuto la possibilità di parlare con un avvocato, il 26 luglio 2017 è stato trasferito nella prigione di Ngozi. Il 1°agosto Rukuki è stato sentito dal sostituto procuratore generale Adolphe Manirakiza noto per la sua attività legata a dossier di natura politica. “Siamo anche noi convinti che le accuse mosse nei confronti di Germain Rukuki, ovvero ‘minaccia alla sicurezza dello Stato’ – precisa Acat Italia -, siano solo un pretesto per contrastare l’impegno in difesa della libertà e dei diritti umani svolto anche all’interno di Acat”. La stessa Acat ha visto bloccare le proprie attività da parte delle autorità burundesi già nel novembre del 2013 per poi essere sciolta definitivamente il 28 dicembre del 2016. Alla luce di questi fatti Acat Italia chiede la “liberazione immediata e incondizionata di Germain Rukuki facendo appello al governo del Burundi e agli attori internazionali che hanno il potere e la possibilità di intervenire”.