Migrazioni

Migranti: Link 2007, “aprire centri di transito sicuri in Libia con agenzie umanitarie e Onu”

“Aprire centri di transito sicuri in Libia. Le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazione umanitarie devono agire subito”. Lo chiede oggi la rete di Ong Link 2007, denunciando il “perdurante disinteresse sulla sorte di decine di migliaia di migranti in Libia, uomini, donne e bambini in condizioni di semi schiavitù, detenuti e vessati da bande criminali senza alcun senso della vita umana, spesso colluse se non confuse con le stesse forze che dovrebbero garantire ordine e protezione”. “Comprensibili ragioni di sicurezza hanno impedito finora la creazione in Libia di centri protetti per accogliere i migranti e impedire che continuino sfruttamento, abusi, traffici criminali – osserva Link 2007 – . Questa prudenza deve oggi essere superata”. La rete di Ong ricorda che spesso l’Unhcr (Alto Commissariato per i rifugiati), si è trovato in situazioni con gravi rischi per la sicurezza degli operatori umanitari “ma è sempre riuscito a trovare il modo per esserci, per accogliere e proteggere decine, centinaia di migliaia di persone. In Libia è giunto il momento per superare ogni titubanza”. “Si tratta di dare vita a centri aperti – suggerisce -, rispettosi della libertà di movimento delle persone ma sicuri ed accoglienti per tutti coloro che necessitano di protezione, assistenza, orientamento e sostegno nell’individuazione di decisioni a conferma del proprio progetto migratorio o alternative ad esso”. Centri in cui dovrà essere fornita “assistenza sanitaria, protezione, con particolare attenzione ai minori, alle donne, ai traumatizzati dalle violenze subite, ricongiungendo i nuclei familiari”, aiutando i migranti “nell’identificare i bisogni e le aspettative, offrire consulenza, orientamento, sostegno nell’individuazione e realizzazione delle possibili scelte: dalla permanenza in Libia di fronte a reali occasioni di lavoro, al ritorno dignitoso e assistito nei Paesi di origine, alla verifica delle condizioni per la richiesta di protezione internazionale, nel rispetto di ogni altra autonoma libera scelta. L’importante è toglierli dalle mani dei loro aguzzini”.