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“Ancora una volta la barbara violenza del terrorismo estremista ha colpito gente inerme durante il tempo di un meritato riposo. Ci addolorano la soppressione di tante vite umane e l’impressionante numero dei feriti. In modo acuto ci affligge la morte dei due italiani, specialmente del legnanese Bruno Gulotta che passeggiava nel centro di Barcellona con la coraggiosa consorte e i due figlioletti”. Il cardinale Angelo Scola, amministratore apostolico della diocesi di Milano, esprime il suo cordoglio per la morte di Bruno Gulotta residente a Legnano (diocesi di Milano) e per tutte le vittime degli attentati terroristici di Barcellona di ieri. “La prima reazione adeguata a una simile tragedia – afferma Scola – è la preghiera. Anche chi pensa di non credere può invocare il mistero entro il quale ogni vita conserva tutto il suo valore. Nella preghiera per tutte le vittime ricordiamo i loro familiari, gli amici e i colleghi di lavoro così come il popolo spagnolo, ancora una volta duramente colpito. Questa prima immediata risposta chiede però ad ognuno di noi di aprirci alla domanda: come far fronte a questa terribile prova, che non sembra destinata a esaurirsi in breve tempo? Non possiamo fermarci all’indignazione e alla paura, pure ben comprensibili, ma destinate ad infragilirsi rapidamente. Noi tutti, l’Europa in particolare, dobbiamo rimetterci al lavoro. Impegnarci con un senso adeguato della vita, rieducarci e rieducare i giovani ad un significato da perseguire nel quotidiano, ad una direzione di cammino capace di dare nuova solidità a quell’amicizia civica che sola permette di edificare una civiltà. Sconfiggeremo il terrorismo se la nostra risposta partirà dalle radici vitali dell’educazione, della cultura e della fede. Qui sta la nostra speranza”. La Chiesa di Milano, conclude Scola, “intende intensificare il proprio impegno in questa direzione”.