Comunione e Liberazione

Migrazioni: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “la mobilità può diventare elemento di forza per trasmettere democrazia”

Mons. Gian Carlo Perego

(dall’inviato a Rimini) – “La mobilità, che sta crescendo, può diventare uno degli elementi di forza per trasmettere una serie di valori e la democrazia”. Lo ha affermato questa mattina mons. Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, intervenendo all’incontro “Le nuove generazioni, una sfida per la Chiesa” svoltosi al Meeting di Rimini. Nel suo intervento, l’ex direttore generale di Fondazione Migrantes ha parlato di quel “milione e cinquecentomila di giovani stranieri di seconda generazione che è un tassello importante della nostra città, che non può confrontarsi e incontrarsi con queste persone di 198 nazionalità diverse”. Perego ha ripetuto più volte la parola “incontro”, convinto che “non c’è una sfida a chi vince tra tradizioni nell’incontro delle nuove generazioni. Ciò che nasce è qualcosa di nuovo”. E “di fronte alle realtà nuove, bisogna incontrare e conoscere”. “Occorre diffidare da ciò che ci tiene distanti”, ha ammonito l’arcivescovo, ricordando come “una ricerca sugli oratori lombardi dice che il 75% dei giovani immigrati di seconda generazione frequentano gli oratori”. “Bisogna dare spazio a questi giovani e far sì che anche la Chiesa sia un luogo importante in questo”. È necessario anche, “non lasciare questi giovani senza proposta. I nostri luoghi devono diventare luoghi in cui si interrogano questi giovani e si raccolgono le loro domande”. Anche gli oratori, devono diventare “luoghi in cui ci si confronta, si ascolta e si propone”. “È una sfida che ci interpella”, ha riconosciuto Perego. L’arcivescovo si è soffermato anche sul tema della libertà religiosa “che per questi giovani può avere una ricaduta anche nei loro Paesi di origine”. “Il cammino verso la libertà religiosa ha tempi anche molto lunghi. Però, già oggi chi ritorna a casa ha un’esperienza diversa anche sul piano culturale”. “Se questo uno lo sperimenta, non lo dimentica. Anzi – ha commentato – è portato a trasmetterlo e a farlo diventare un punto di riferimento importante”.