Accoglienza e asilo

Australia: San Vincenzo contro il governo, profughi malati discriminati. “Disprezzo verso persone che cercano la salvezza”

“Centinaia di richiedenti asilo saranno ridotti in povertà e saranno senza dimora in conseguenza della decisione del governo di tagliare immediatamente il pagamento dei sussidi e di metterli fuori dalle case sociali entro tre settimane”. La denuncia è stata lanciata dalla San Vincenzo australiana che condanna la nuova misura del ministro dell’immigrazione Peter Dutton, che a partire da ieri ha tagliato i sussidi ai richiedenti asilo giunti in Australia per motivi medico-sanitari. Perdono il diritto ai 400 dollari mensili di sostegno e devono, entro tre settimane a partire da ieri, lasciare le case che li hanno accolti. Possono tornare a Nauro o sull’isola di Manus, centri di detenzione offshore per richiedenti asilo, se lo desiderano. “Questa decisione mostra la crudeltà e il disprezzo verso le persone che cercano la salvezza”, ha scritto in un comunicato la San Vincenzo. “È vergognoso gettare le persone per strada e nella povertà, costringerle ad arrendersi in un tentativo cinico di forzarle a tornare nei Paesi da dove sono dovute fuggire”. Secondo il ministero la misura riguarderebbe un centinaio di persone giunte in Australia dai centri di detenzione per sottoporsi a cure mediche. La San Vincenzo ribadisce, come più volte già chiesto al governo federale, “di porre fine alla detenzione dei richiedenti asilo e rifugiati a Nauru e sull’isola di Manus e di portarli in Australia”. Contro la misura Dutton che colpisce “i più poveri tra i poveri” si sono espressi anche gli avvocati dei richiedenti asilo, il Human Rights Law Centre, il Consiglio delle Chiese cristiane.