Dialogo
Il presidente della sotto-commissione per i Rapporti religiosi con l’ebraismo della Conferenza episcopale tedesca, mons. Ulrich Neymeyr, vescovo di Erfurt, ha definito “una pietra miliare nelle relazioni ebraico-cristiane” la dichiarazione “Tra Gerusalemme e Roma”, consegnata oggi a Papa Francesco in Vaticano da una rappresentanza rabbinica ortodossa. “È la prima dichiarazione ufficiale di organizzazioni rabbiniche sul cristianesimo”, dice il vescovo Neymeyr, e “per noi cattolici questa dichiarazione è un grande incoraggiamento e impegno a continuare il dialogo con l’ebraismo”. Il documento “Tra Gerusalemme e Roma” è la prima spiegazione teologica rivolta al cristianesimo scritta congiuntamente dalla Conferenza dei rabbini europei, dal Consiglio rabbinico d’America e dal Gran rabbinato d’Israele: viene analizzato il documento del Concilio “Nostra Aetate” considerato “come un punto di svolta nelle relazioni ebraico-cristiane, così come le proclamazioni post-conciliare dei Papi fino al presente”, dice mons. Neymeyr. I rabbini non nascondono le differenze teologiche tra ebraismo e cristianesimo, “ma – aggiunge Neimeyr – si deve concedere uno status speciale ai cristiani perché adorano il Creatore del cielo e della terra, che ha liberato il popolo di Israele dalla schiavitù egiziana e applica la provvidenza su tutta la creazione”. Pertanto, conferma il vescovo di Erfurt, i rabbini vedono i cristiani “come i partner, alleati e fratelli stretti con i quali far prevalere la pace, la giustizia sociale e la sicurezza nella comune ricerca di un mondo migliore”.