Giovani
“Un giovane che si rinchiude in se stesso, che vive solamente per se stesso, finisce per ubriacarsi di autoreferenzialità”. Ne è convinto il Papa, che rispondendo a braccio in spagnolo alle domande dei membri della comunità cattolica Shalom, ricevuti oggi in udienza in Aula Paolo VI, ha affermato che “la cosa che caratterizza la gioventù, l’eterna gioventù di Dio, che è eternamente giovane, è la gioia, e alla gioia si oppone la tristezza, che è autoreferenzialità”. “In questa cultura così egoista c’è una dose molto grande di narcisismo”, il grido d’allarme di Francesco, secondo il quale “stare a contemplare sé ed ignorare gli altri è un narcisismo che produce tristezza, perché si preoccupa del maquillage 24 ore su 24, di apparire migliore, di una bellezza migliore degli altri”. “È la malattia dello specchio”, ha ammonito il Papa per stigmatizzare tale patologia, dettata da una società “consumista e narcisistica”. “Ma i giovani non si guardano allo specchio”, ha detto Francesco mettendo in guardia dal “guardarsi allo specchio per riempirsi di cinismo”. “Rinfrescare l’anima”: è questa, per il Papa, la ricetta che “dà gioia e salva dalla tentazione del narcisismo”.