Speranza
Per “educare alla speranza”, il Papa ha tenuto oggi in piazza San Pietro una catechesi tutta infarcita di imperativi gentili: per questo, ha spiegato ai fedeli, ha scelto di rivolgersi a ciascuno di loro con il “tu”, “immaginando di parlare a un giovane, o a qualsiasi persona aperta ad imparare”. “Lì dove Dio ti ha seminato, spera!”, ha esordito Francesco: “Non arrenderti alla notte: ricorda che il primo nemico da sottomettere non è fuori di te, ma dentro. Pertanto, non concedere spazio ai pensieri negativi. Credi fermamente che questo mondo è il primo miracolo che Dio ha fatto, e che Dio ha messo nelle nostre mani la grazia di nuovi prodigi. Fede e speranza procedono insieme. Credi all’esistenza delle verità più alte e più belle. Confida in Dio Creatore, nello Spirito Santo che muove tutto verso il bene, nell’abbraccio di Cristo che attende ogni uomo alla fine della sua esistenza”. “Lui ti aspetta!”, ha aggiunto il Papa a braccio: “Il mondo – ha assicurato – cammina grazie allo sguardo di tanti uomini che hanno aperto brecce, che hanno costruito ponti, che hanno sognato e creduto; anche quando intorno a sé sentivano parole di derisione”.