Società
“La sua scomunica ai mafiosi è una linea di separazione tra Chiesa e mafia che nessuno potrà cancellare”. Lo ha detto Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia, salutando il Papa durante la prima udienza concessa da un Pontefice all’organismo che indaga da oltre 50 anni sulle mafie. La scomunica di Papa Francesco, secondo Bindi, “costringe tutti, credenti e non credenti, ad interrogarsi sulla nostra capacità di operare davvero per la giustizia”. La presidente della Commissione ha esordito esprimendo “profonda gratitudine” al Papa “per aver accordato questo incontro” e manifestando la sua “profonda sintonia” con i numerosi interventi di Bergoglio contro la mafia e la corruzione. A proposito dell’attività di contrasto alle mafie svolta dalla Commissione, Bindi ha fatto notare che “la mafia eversiva e stragista è stata sconfitta, sono stati colpiti i vertici delle organizzazioni criminali, ma la lotta è stata ed è una lotta durissima, condotta sempre rispettando i principi della democrazia e dello Stato di diritto ed illuminata dal sacrifici di centinaia di uomini e donne innocenti”. Tra di loro, Bindi ha citato don Puglisi e don Diana, “martiri della fede”, e “Rosario Livatino, “martire della giustizia”, come l’ha definito Giovanni Paolo II. E l’udienza di oggi si svolge proprio nel 27° anniversario dell’assassinio del “giudice ragazzino”.