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Carcere: Firenze, domani un convegno sulla “centralità della mediazione penale per la messa alla prova degli adulti”

È in programma domani a Firenze (Aula Conferenze, Polo di Scienze Sociali, Università degli Studi di Firenze), il convegno “La centralità della mediazione penale per la messa alla prova degli adulti”. Nel corso dell’iniziativa – informano i promotori – verrà descritta l’esperienza realizzata con il progetto “Per Dire Stop: Percorsi di re-sponsabilità nuove Strade Oltre la Pena”, finanziato con fondi otto per mille della Cei e promosso dalla Caritas diocesana di Firenze in collaborazione con l’Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna di Firenze, l’associazione “L’Altro Diritto” e il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Firenze. Il convegno vedrà la partecipazione dei protagonisti del progetto e di esperti in materia di giustizia riparativa, con particolare riguardo alla prospettiva della mediazione penale. Tra gli altri, interverranno il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo M. Ferri, don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri, il vicedirettore di Caritas italiana Francesco Marsico, e Lucia Castellano, direttore generale della Direzione generale esecuzione penale esterna e di messa alla prova del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità del Ministero della Giustizia.

Il progetto – si legge nel comunicato – è nato “dalla convinzione che la giustizia non si possa limitare alla mera erogazione di una pena afflittiva, ma che – attraverso percorsi di responsabilizzazione del reo – si possano promuovere e favorire processi di presa di coscienza e pentimento per il reato commesso e prevedere anche una sorta di ‘riparazione’ del danno causato, sia con lo svolgimento di attività di valenza sociale sia, ove possibile, attraverso un cammino di riconciliazione con le vittime del reato”.  Per accedere alla misura, è indispensabile che l’imputato richieda all’Ufficio di esecuzione penale esterna competente il rilascio di un programma di trattamento da allegare alla domanda di sospensione del processo e ammissione alla prova. La richiesta di programma di trattamento deve contenere la disponibilità da parte dell’imputato a svolgere il lavoro di pubblica utilità, la volontà di compiere azioni riparatorie e risarcitorie e di intraprendere un percorso di mediazione con la persona offesa.