Terza Conferenza nazionale
“Se la famiglia è la prima e più importante cellula della società, come la definisce la Costituzione, occorre capire se questo è vero o se la crisi economica e il cambiamento dei valori hanno ‘attentato’ a questa definizione”. Esordisce così Simonetta Matone, presidente del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia, intervenendo alla terza Conferenza nazionale sulla famiglia “Più forte la famiglia, più forte il Paese”, in corso fino a domani in Campidoglio. Matone è la coordinatrice del primo dei cinque gruppi nei quali proseguono questo pomeriggio i lavori: “Centralità del ruolo delle famiglie come risorse sociali ed educative”. “Data la complessità del tema, nell’analisi del contesto il gruppo dell’Osservatorio nazionale ha lavorato in particolare lungo tre linee di riflessione – spiega -: la centralità del ruolo delle famiglie e la loro complessità nella società attuale, la proposta di misure nazionali di sostegno e l’analisi delle risorse”. Osservando le profonde modifiche subite dalla struttura familiare, Matone fa notare che oggi il panorama è “nuovo e per molti aspetti complesso: nuclei sempre più piccoli, spesso instabili, famiglie di origine straniera, ricomposte, monogenitoriali, omogenitoriali, adottive, affidatarie”. Tra i macro obiettivi individuati: rafforzare ruolo e responsabilità delle famiglie e aiutare e sostenere i nuclei fragili e vulnerabili. A questo fine, prosegue, sono state identificate specifiche azioni: sostegno alle responsabilità genitoriali, costruzione di alleanze educative, in particolare con il sistema scuola; promozione di servizi socioeducativi per l’infanzia; potenziamento delle azioni per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro; sostegno alle famiglie con anziani e disabili. Serve, insomma, un nuovo modello di welfare in grado di sostenere le famiglie “fragili” attraverso l’introduzione di “un pilastro aggiuntivo alle politiche già attive, che abbia come specifico riferimento le situazioni di vulnerabilità economica e sociale e le nuove forme di povertà”. Tra queste ultime anche la violenza intrafamiliare.