Santa Sede
La Pontificia Accademia per la vita (Pav) ha “un nuovo assetto”, e la sua “Magna Charta” sarà il discorso che Papa Francesco pronuncerà giovedì prossimo, 5 ottobre, prima giornata della prima assemblea dell’Organismo pontificio dopo il riordino, in programma in Vaticano sul tema: “Accompagnare la vita. Nuove responsabilità nell’era tecnologica”. Ad annunciarlo è stato monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pav, durante la conferenza stampa di presentazione svoltasi oggi presso la Sala Stampa della Santa Sede. Tale rinnovamento, voluto da Papa Francesco con la pubblicazione, lo scorso anno, dell’ultimo Statuto, si è finora attuato attraverso la nomina dei nuovi accademici, provenienti da 37 Paesi del mondo: 4 membri onorari e 45 membri ordinari, 87 membri corrispondenti e (una delle novità previste dal nuovo Statuto) 13 giovani ricercatori. “Il compito specifico dell’Accademia – ha ricordato Paglia – è di porsi a servizio della vita umana in tutte le sue fasi, al contempo ampliando i temi affrontati e le competenze coinvolte. La situazione contemporanea, come viene chiaramente indicato dall’Enciclica Laudato si’, ci sollecita a una riflessione sulla vita umana che tenga conto delle nuove tecnologie che hanno un impatto in questo campo e dei molteplici fattori che incidono nel mutare dei contesti sociali”. “Occorre mettere sempre meglio a fuoco il significato della vita umana, che non può essere ridotto solo a quanto ce ne dicono le scienze naturali”, ha affermato il vescovo a proposito del necessario allargamento del concetto di “vita”, che “va ben oltre la bioetica” e si rende necessario anche in seguito alla creazione, voluta da Papa Francesco, del nuovo Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita”. “Le gravi domande a cui il mondo si trova confrontato interpellano la nostra fede”, ha proseguito Paglia, spiegando che “il Papa ha chiesto all’Accademia di farsi luogo di dialogo e di confronto, attingendo al ricco patrimonio della tradizione evangelica e coinvolgendo, in questo sostegno a tutto campo della vita umana, alleati in ogni cultura e tradizione umana e religiosa”. L’assemblea generale è la prima grande occasione di mettersi all’opera secondo questa prospettiva: “Durante il workshop pubblico e il confronto interno fra gli accademici – ha reso noto il presidente della Pav – sarà affrontato il delicato nesso tra l’accompagnamento nelle diverse età della vita e il ruolo svolto dalla tecnologia, con le immense possibilità che essa offre e, al contempo, la rischiosa pretesa che essa avanza di diventare nuova religione cui sacrificare ogni altro valore. L’ambizione dell’Accademia è quella di affrontare questi temi coniugando rigore scientifico e sapienza umanistica, passione per la verità e confronto tra diverse competenze e visioni del mondo”.