Analisi

Società: sondaggio Ispi, italiani preoccupati da Trump, guerra nucleare, crisi economica e immigrazione

“La crisi economica resta la più grande fonte di preoccupazione per gli italiani, sebbene subisca un sensibile calo rispetto alla scorsa primavera. L’immigrazione rimane la seconda minaccia indicata dagli italiani, anche se a livelli decisamente più bassi rispetto al picco di due anni fa. Da segnalare inoltre che per gli italiani le minacce legate al terrorismo islamico risultano in netto calo rispetto al 2015. I populismi e la crisi dell’Europa vengono invece indicati da meno del 10% degli intervistati”. Lo si legge nella nuova rilevazione sui temi che preoccupano gli italiani commissionata da Ispi (Istituto di studi di politica internazionale, www.ispionline.it) e Rainews24 e realizzata da Ipsos su un campione di oltre mille interviste effettuate tra il 26 e il 27 settembre. Secondo il sondaggio, reso noto oggi, “Trump alimenta l’instabilità”: “Eletto 10 mesi fa con l’impegno di riformare la politica americana riavvicinandola ai cittadini, oltre il 50% degli italiani ritiene Trump un fattore di instabilità mondiale. Si noti comunque – sottolinea il rapporto finale – che quasi un terzo degli intervistati ritiene che, rispetto al passato, a cambiare siano stati solo i toni ma non le politiche americane”. Inoltre “per gli italiani la guerra nucleare è una minaccia vera”: “Per quasi due terzi degli italiani, il rischio che le tensioni relative al programma nucleare e missilistico del regime nordcoreano di Kim Jong–un si trasformino realmente in un vero e proprio conflitto tra potenze nucleari è percepito come reale. Il 36% degli intervistati, invece, ritiene che malgrado le minacce di Kim Jong–un da un lato, e di Donald Trump dall’altro, il rischio di una guerra sia remoto”.
Sui migranti si legge: “Nonostante dal mese di luglio gli sbarchi di migranti in Italia siano nettamente diminuiti anche come conseguenza degli accordi del governo italiano con quello libico, oltre l’80% degli italiani si dice oggi ugualmente o più preoccupato dell’arrivo di migranti nel nostro Paese di quanto non lo fosse prima dell’estate. Il 17% degli intervistati ritiene invece di essere rassicurato dai risultati del governo nella gestione della crisi migratoria”.