Ricordo
“Questo è un anniversario triste. Ma è anche la seconda Giornata nazionale delle vittime delle immigrazioni che questo Parlamento ha voluto dedicare alle persone che non ci sono più. A volte qua dentro riusciamo a fare dei provvedimenti grazie ai suggerimenti, all’azione da parte delle associazioni”. Lo ha detto Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati, alla presentazione della mostra “Bambini – Storie di viaggio e di speranza”, organizzata dall’Associazione Museo Migrante MuMi – Unicef Italia, in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione. “A migrare – ha continuato Boldrini – non sono i numeri ma le persone che hanno un loro percorso, un loro vissuto e una loro sensibilità. Mettiamoci un secondo nei panni di una madre che davanti allo sfacelo decide di migrare. Se lo facessimo, queste persone diventerebbero altro. Chi fugge non va a fare una scampagnata. Era il caso delle 368 persone che morirono a 500 metri da Lampedusa, quattro anni fa”. La mostra, allestita nel Complesso di Vicolo Valdina in Piazza Campo Marzio 42, raccoglie le macchinine dei bambini, i santini, le carte di identità dei naufraghi che quattro anni fa persero la vita in mare. “Quest’anno – ha ricordato la presidente della Camera – sono state 2654 le persone morte, ma oltre a loro ci sono i dispersi in mare, non ufficialmente morti. Poi ci sono i naufragi di cui non sappiamo nulla. Oggi sono diminuiti gli sbarchi, c’è chi ne è felice e chi è molto preoccupato. Ma non basta diminuire gli arrivi per risolvere il problema. Non posso smettere di preoccuparmi e lo sarò finché non ci saranno in Libia condizioni di accoglienza accettabili. E finché non si capirà che trattenere le persone non è la soluzione. Le persone partono perché in molti Paesi africani manca lo sviluppo umano. È necessario un grande piano di investimenti e va percorsa la via del negoziato perché ci sono conflitti che vanno avanti da anni che generano spostamenti della popolazione”. Concludendo, Boldrini ha affermato: “Per l’integrazione servono dei fondi dedicati se vogliamo fare sul serio, l’integrazione non è rinviabile per la coesione sociale. L’auspicio è approvare la legge sulla cittadinanza entro questa legislatura. Non farlo sarebbe un errore politico e significherebbe deludere tanti giovani e associazioni cattoliche. Significa fare una cosa sbagliata”.