Società
“Il reato di corruzione oggi va letto nel contesto della più grande corruzione del nostro tempo: la corruzione (o crisi) culturale”. Lo afferma al Sir il filosofo Vittorio V. Alberti, membro della Consulta scientifica del Cortile dei Gentili, co-autore del libro “Corrosione. Combattere la corruzione nella Chiesa e nella società” (Rizzoli, con la prefazione di Papa Francesco), all’indomani della presentazione, a Napoli, del Rapporto di ricerca della Cgil Campania e dell’Università Federico II su “Salute, sanità e diseguaglianze sociali”. Secondo Alberti si tratta di un’occasione che “può ricordarci cosa sia effettivamente un discorso pubblico. La ricerca è la diretta antagonista della corruzione”. “La corruzione – prosegue il filosofo – è stasi e decomposizione, la ricerca è movimento e ampliamento. La prima è ottusità, la seconda è movimento del pensiero. La prima è grettezza, la seconda è misericordia, in senso intellettuale prima ancora che morale”. Secondo Alberti, “tale elaborazione deve farsi cultura e deve tornare a rivolgersi alla pòlis”. “La filosofia – aggiunge – è, in sé, discorso alla pòlis, cioè è ‘discorso politico’. Questo non significa che la cultura coincida con la politica. Sarebbe un abominio”.
“Significa, invece, che la politica, per essere ricerca del possibile rapporto tra le libertà deve tornare ad avere alle spalle (e come orizzonte) un’analisi, il ragionamento, lo sforzo e lo sguardo lungo, nella necessaria dialettica, per recuperare un’idea di senso in nome della quale muoversi secondo ideali”. Per il filosofo, “oggi occorre superare gli ideologismi per elaborare un rinnovato pensiero politico fondato sulla realtà, ma non schiacciato sull’amministrazione della realtà”. “Per questo – spiega – sul piano prima di tutto intellettuale, è di grande rilevanza il discorso di Francesco a Cesena”. “È un discorso per tutti, non solo per i cristiani. Questo ‘per tutti’ è il terreno di una nuova laicità che abbandoni i cascami ideologici sia nel campo secolare che in quello confessionale”. “Mi auguro che questo importante messaggio diffuso a Cesena non sia accolto con il silenzio e l’inazione”, conclude.