XIV Rapporto Censis - Ucsi

Media: Valerii (Censis), social network “introducono elementi di rottura epocali nell’immaginario collettivo”

“Nonostante la crisi e la contrazione delle spese, nel 2016 gli italiani hanno speso 22,8 miliardi per smartphone e traffico dati”. Lo ha detto questa mattina a Roma Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis, presentando al Senato il 14° Rapporto Censis – Ucsi sulla comunicazione, intitolato “I media e il nuovo immaginario collettivo”. “I social network – spiega – sono i mezzi attraverso i quali gli italiani si esprimono e filtrano il mondo. Inoltre, si espande e diventa pervasiva la presenza di Internet e dei dispositivi della disintermediazione digitale”. Un’ulteriore caratteristica della rivoluzione digitale degli ultimi anni è “la personalizzazione dei palinsesti informativi”. Parola dell’anno 2016 per l’Oxford Dictionary è stata “fake news”. Più della metà degli utenti di Internet, osserva Valerii, si è imbattuto in una “bufala” sul web, e se oltre la metà degli italiani ritiene che le fake news siano pericolose, più del 44% dei giovani sostiene che sia un falso problema. La questione chiave, afferma ancora, “è l’impatto di questa grande trasformazione sull’immaginario collettivo. Nell’Italia del dopoguerra questo immaginario era molto compatto e caratterizzato da forti simboli e obiettivi: avere un lavoro, arrivare all’acquisto della casa, conseguire una laurea. Era una società proiettata su una linea di marcia molto condivisa” che ha portato alla “costituzione del ceto medio”. Negli anni ’80 “la società dell’edonismo e dei consumi si plasmava ancora intorno a quei valori; oggi invece vi è un grande rimescolamento e se il mito del posto fisso è ancora al primo posto per la popolazione in generale (al secondo posto vengono i social network), i social network hanno introdotto elementi di rottura epocali, soprattutto nell’immaginario giovanile”.