Cristiani perseguitati
“La presenza delle comunità cristiane nelle aree mediorientali costituisce una ricchezza sul piano religioso e storico. Ma è anche una ricchezza laica che riguarda tutti. E per questo motivo non possiamo restare indifferenti alla loro sorte”: lo ha detto Alberto Mantovano, presidente di Acs Italia (Aiuto alla Chiesa che soffre) , durante una conferenza stampa, promossa dalla stessa Fondazione di diritto pontificio, nella quale ha portato la sua testimonianza il patriarca copto-cattolico d’Egitto, Ibrahim Isaac Sidrak. “Tanti non cristiani si sono formati nelle scuole cristiane e cattoliche – ha ricordato Mantovano –. Si tratta di una presenza che garantisce la tutela dei diritti, a cominciare dalla condizione della donna, che dona un contributo alla dirigenza dei Paesi dell’area grazie all’offerta di formazione di cui è foriera. Non possiamo, per tutti questi motivi, essere indifferenti”. “Mi auguro che l’espressione ‘aiutiamoli a casa loro’ non sia uno slogan passeggero che serve ad animare qualche dibattito o talk show destinato ad essere dimenticato. Se non ci interessa la loro sorte non ci interessa nemmeno la nostra. Dare una mano ai cristiani in Egitto, in Medio Oriente significa rafforzarne la presenza nella loro terra, baluardo a ogni fondamentalismo”. Acs sostiene diversi progetti in Egitto: dal 2011 al 2016 ha impegnato oltre 4,3 milioni di euro.