Fondazione Bambino Gesù
Si è conclusa oggi la settima udienza del processo in Vaticano per la distrazione di fondi della Fondazione Bambino Gesù. La prossima udienza è stata calendarizzata per lunedì prossimo, 9 ottobre, alle ore 11, quando verrà ascoltata come testimone Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, che doveva essere in aula già oggi ma non ha potuto essere presente in quanto si trova in Africa. Il presidente del Tribunale ha fatto scegliere al Promotore di giustizia se fare subito la requisitoria o destinarla ad un’udienza successiva, che però non è stata calendarizzata. Tutto ciò – secondo il “pool” di giornalisti ammessi a seguire il processo, protagonisti del briefing odierno in Sala Stampa vaticana – rende verosimile pensare che si farà tutto in una udienza, e che dunque la sentenza potrebbe arrivare la prossima settimana. Oggi è stato il giorno dell’interrogatorio di Tommaso Di Ruzza, direttore dell’Aif (Autorità di informazione finanziaria), che rispondendo alle domande del Promotore di giustizia ha ricordato di aver presentato presso quest’ultimo una lettera da lui firmata a cui allegava due rapporti, non firmati da lui, sull’attività dell’Aif in generale. Nella lettera da lui firmata, il direttore dell’Aif denunciava al Promotore di giustizia “una situazione” in merito alla Fondazione Bambino Gesù. Subito dopo Di Ruzza ha letto una lunga dichiarazione – poi messa agli atti – in cui opponeva il segreto in ragione dell’incompatibilità tra l’ufficio di testimone e quello di direttore dell’Aif. Quindi il Collegio giudicante si è riunito e ha stilato un’ordinanza che, da una parte, ammetteva Di Ruzza come testimone e dall’altra accettava quello che lui aveva opposto a proposito dell’incompatibilità. A quel punto, non si è potuto più entrare nei contenuti del procedimento: il Promotore di giustizia non ha fatto più domande e l’avvocato di Giuseppe Profiti, Antonello Blasi, ha sottoposto al Tribunale le domande da fare al teste. L’avvocato di Massimo Spina, Alfredo Ottaviani, ha chiesto invece a Di Ruzza se conoscesse il suo assistito: “All’Aif era noto il dott. Spina”, la risposta.