Lavoro
“Togliere il lavoro a una persona è come ucciderla, perché perde la speranza, la pace, la creatività, il futuro e la possibilità di realizzare qualunque sogno”. Sono le parole di don Claudio Regni, parroco moderatore di San Sisto, il principale centro abitato della zona industriale di Perugia dove sorge lo stabilimento Nestlé-Perugina. Questa storica e importante realtà produttiva dell’Umbria è oggi nuovamente al centro di una delicata vertenza che vede più di 300 lavoratori a rischio esubero. Si tratta di un esubero necessario, sostengono i vertici aziendali, a “garantire la sostenibilità dello stabilimento di San Sisto”. Il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti è intervenuto nei giorni scorsi con “un accorato appello a tutte le parti in causa: ai lavoratori, all’azienda e alle istituzioni affinché ciascuno, per la sua parte, si adoperi per favorire un dialogo autentico e una proficua intesa per salvare i posti di lavoro”. Il parroco di San Sisto, conoscendo molte delle famiglie a rischio esubero e da sempre vicino ai lavoratori della Perugina, non nasconde la sua preoccupazione: “Tanta gente è ormai arresa per le mancate risposte a richieste di lavoro. Quando delle risposte sono arrivate da questa multinazionale, i lavoratori speravano di poter trovare una soluzione occupazionale più stabile, mentre, invece, è arrivata la classica tegola… Non è vero che per via della globalizzazione siamo obbligati a odiarci, messi nelle condizioni di guardarci come nemici, nel mondo del lavoro”. Il parroco di San Sisto parlerà anche nell’intervista che andrà in onda tra il 9 e il 13 ottobre (alle ore 8 e alle 20) all’interno della trasmissione radiofonica di Umbria Radio, “Gocce di Carità”, condotta da Mariangela Musolino e coordinata dall’Ufficio stampa e comunicazione della Caritas diocesana. Sabato 7 ottobre, nel centro storico di Perugia, alla manifestazione cittadina a sostegno dei lavoratori della Perugina, don Claudio Regni non farà mancare la sua partecipazione. “Sarà una manifestazione ordinata, civile e dignitosa – auspica il sacerdote –, fatta di persone che non odiano nessuno, ma che sono vicini a famiglie il cui futuro è incerto”.