Anniversari

Beati: mons. Boccardo (Spoleto-Norcia), “il ricordo di Maria Teresa Fasce ci fa comprendere cosa significa vivere da cristiani”

“Maria Teresa Fasce visse nella costante contemplazione del mistero di Cristo. La Chiesa la indica come fulgido esempio di sintesi vivente tra vita contemplativa e umile testimonianza di solidarietà verso gli uomini, specialmente verso i più poveri, umili, abbandonati, sofferenti”. Sono le parole con le quali S. Giovanni Paolo II ha delineato il profilo dell’antica Abbadessa del monastero delle agostiniane di Cascia il giorno in cui l’ha ascritta nell’albo dei beati, il 12 ottobre 1997. Esattamente venti anni fa. Di tale ricorrenza è stata fatta memoria ieri, nella basilica inferiore di Santa Rita a Cascia, dove riposano le spoglie mortali della beata, con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra.
“Il ricordo di questa nostra beata – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – ci fa comprendere cosa significa vivere da cristiani. Fasce attingeva fantasia, volontà e carità dalla sua relazione personale col Signore. È stata una donna di carità, cioè che ha messo in pratica le parole del Maestro che più volte ha invitato all’accoglienza, a volersi bene, a perdonarsi. I suoi gesti dunque – tra tutti la costruzione della basilica di Santa Rita, l’avvio dell’Alveare per le Apette, la prossimità ai poveri di Cascia, la diffusione del culto di Santa Rita – sono frutto di questa carità e per questo rimangono nel tempo”.