Lettera pastorale
Invita i sacerdoti a “fare buon uso” dei social network, che considera “sagrati digitali”. Chiede particolare attenzione all’accompagnamento dei giovani. A loro il vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, mons. Domenico Cornacchia, rivolge lo sguardo nella sua seconda lettera pastorale “Annunciare la gioia del Vangelo ai giovani”. “Pur manifestando spensieratezza, apertura, disponibilità, generosità, desiderio di rapporti autentici – scrive il presule -, mostrano molte fragilità che richiedono attenzione da parte degli adulti”. Nella lettera, “pensata per far crescere la capacità di accogliere le mille domande che affiorano dal cuore dei giovani”, mons. Cornacchia trae ispirazione da Papa Francesco in vista del prossimo Sinodo sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. E accende i riflettori sui loro processi di maturazione. “Oggi richiedono più impegno, maggiore cura, ma spesso sono volontariamente rimandati per evitare di entrare nella vita adulta. Questo rischia di rendere indefinite le scelte importanti da fare – aggiunge il presule -. Il lavoro, una relazione sentimentale, le stesse amicizie sono vissute in maniera distratta, superficiale; ciò rende provvisorie, e quindi continuamente mutevoli, le decisioni riguardo al futuro”. Poi, spazio ai “sentieri digitali” che possono presentare “il forte rischio di deformare la comunicazione stessa e quindi la nostra capacità relazionale”. “Parlare sempre più frequentemente attraverso uno schermo cancella purtroppo la comunicazione autentica che invece è accompagnata dal contatto fisico, dall’espressione facciale, dallo sguardo, dal tono di voce”. Per evitare ciò, secondo il vescovo, bisogna “riattivare i rapporti interpersonali genitori-figli, amici, gruppi” e fare di internet “occasione di relazioni positive, di sviluppo umano e sociale, anche di evangelizzazione e di annuncio”. Per questo motivo, “incoraggio ogni comunità parrocchiale della diocesi a individuare la figura dell’animatore della comunicazione o anche una equipe per le comunicazioni, non soltanto per attivare e gestire sapientemente i media parrocchiali, ma per essere fermento di riflessione sul versante della comunicazione e del digitale, a servizio di tutte le componenti della parrocchia”.