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In una società “attenta al proprio benessere, disillusa dalla politica e rassegnata a non vedere cambiamenti, dove crescono le forme di difesa, di esclusione e di scontro”, è urgente “invertire la rotta e globalizzare la speranza”. Ne è convinta Serena Grechi, responsabile nazionale di Rinascita cristiana, che intervenendo al convegno annuale in corso a Roma fino a domani ha messo l’accento sulla necessità di “abitare i conflitti, affrontarli per cercare di risolverli e per avviare processi di riconciliazione”. E proprio “Abitare i conflitti per costruire il futuro” è il titolo del piano di lavoro che impegnerà a livello culturale e concreto in questo anno pastorale i circa 500 gruppi di Rinascita Cristiana sparsi in tutta Italia. Temi del documento, che rappresenta “uno strumento di evangelizzazione personale e di gruppo”, sono i diritti sociali e privati, la famiglia, il lavoro, la corruzione e la violenza. “Le piste dell’inchiesta – ha osservato la segretaria nazionale, Francesca Sacchi Lodispoto – ci toccano nel nostro quotidiano: possono essere motivo di sconforto e di impotenza o possono divenire occasioni di conversione e di speranza”. Del resto, ha affermato l’assistente, padre Licio Prati, “il compito che la Chiesa italiana si è assunto al Convegno ecclesiale di Firenze è quello di lavorare perché nasca un’umanità nuova: siamo invitati non a fare teorie sull’uomo, ma a trasformare noi stessi in persone nuove che si lasciano guidare dai sentimenti di Dio e non dalle paure o dalle convinzioni personali”.